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C’è un missionario che non abbia mai avuto paura? Non ne conosco nessuno. Naturalmente sentiamo paura di tanto in tanto. Alcuni sono timorosi di fare porta a porta. Altri dubitano delle loro capacità. Alcuni hanno paura dei cani. Altri hanno paura di parlare a difesa della verità. Tutti noi abbiamo provato paura, e la proviamo di tanto in tanto. Ma Dio non ci ha dato uno spirito di paura. Quello viene dal nemico. Quando ce ne rendiamo conto, allora possiamo sapere che il nemico ci sta alle costole, e possiamo andare avanti con coraggio.
Dio ci ha dato potere, amore, e una mente forte. Che cosa significa? Penso che, il potere della nostra chiamata, il potere del nostro sacerdozio, il potere del nostro messaggio, l’amore per la parola del Signore, l’amore per Colui che serviamo, e l’ amore per coloro a cui insegnamo il vangelo, e una mente sana, la semplice dolce bellezza del Vangelo”.

“Sono passati quasi sessant’anni da quando mia madre è morta. All’epoca ero uno studente universitario. Ho dimenticato molto di ciò che stavo studiando allora, ma i ricordi di quegli ultimi mesi di vita di mia madre rimangono sempre verdi, così come i ricordi degli anni precedenti. Spero che lei sapesse che l’amavo. Non gliel’ ho detto molto spesso. Come la maggior parte dei ragazzi, non mi era facile dire certe parole.

Morì all’inizio della stagione del raccolto della sua vita. Il suo figlio minore aveva dieci anni, abbastanza grande perché la mamma ottenesse una libertà che non aveva più conosciuto da molti anni. Stava facendo un viaggio in Europa, quando sentì il dolore che la spaventò. Sei mesi dopo era andata.

Ricordo la grigia giornata di novembre del suo funerale. Ci sforzavamo di sembrare coraggiosi e ricacciavamo le lacrime. Ma dentro le ferite erano profonde e dolorose. Quell’ esperienza, in una stagione delicata della mia vita, spero che mi abbia dato una comprensione più profonda per tutti coloro che perdono la propria madre.
Subito dopo fui chiamato in missione. Era nel mezzo della Grande Depressione. Pochi missionari erano chiamati a quel tempo a causa della penosa situazione finanziaria in tutto il mondo. Avevo risparmiato alcuni dollari, mio fratello lavorava e contribuì generosamente, mio padre, tuttavia, portava il peso maggiore. Ma qualcosa altro rese possibile tutto questo. Scoprimmo che mia madre, con lungimiranza preveggente, aveva aperto un conto a risparmio con le monete  che aveva ricevuto di resto quando faceva la spesa. Questo denaro fu provvidenziale per le mie spese in quella che allora era ritenuta la missione più costosa nel mondo. Continue Reading »

Fratelli miei, prima di cominciare il mio discorso voglio congratularmi con questo coro del Sacerdozio di Melchisedec, composto da uomini molto diversi che cantano tutti insieme con la testimonianza nel cuore degli inni  di Sion. Fratelli, grazie, grazie tante.

Ora cercherò l’ispirazione dal Signore nel trattare brevemente un argomento che reputo di grande importanza.

Inizierò col raccontarvi un episodio accaduto più di centocinquant’anni fa. Nel 1849 i nostri antenati dovettero affrontare un problema gravoso. La nostra gente si trovava nella Valle del Lago Salato ormai da due anni.

I missionari  che si trovavano in Europa e nelle Isole Britanniche continuavano a convertire con successo. Centinaia di persone, quindi, si unirono alla Chiesa. Una volta battezzate, queste persone avevano il desiderio di recarsi a Sion. Qui c’era bisogno della loro forza e della loro capacità, ed essi desideravano contribuire. Molti però erano in condizioni finanziarie precarie e non potevano permettersi di pagare il viaggio. Come avrebbero fatto a raggiungere Sion?

Sotto l’ispirazione del Signore, venne trovata una soluzione. Fu infatti istituito quello che è conosciuto come “Fondo perpetuo per l’immigrazione”. In questo modo la Chiesa, che a quel tempo doveva fare i conti con mezzi economici limitati, riuscì a prestare del denaro a quei membri che possedevano poco o nulla. Il danaro prestato, sarebbe in seguito stato restituito dagli stessi membri i quali si impegnavano, una volta giunti a Salt Lake City a trovare un impiego che avrebbe permesso loro di saldare il debito. Quello stesso denaro sarebbe poi stato utilizzato per agevolare altri immigranti. Era una risorsa continua. Un vero fondo perpetuo d’immigrazione. Continue Reading »

Credo che non vi sia mai stato prima nulla del genere in questa chiesa. Questa sera siete veramente tanti e state molto bene.

Alcuni di voi sono venuti con qualche dubbio; altri con grandi aspettative. Voglio che sappiate che mi sono inginocchiato per chiedere al Signore di aiutarmi con il Suo potere e darmi la capacità di usare un linguaggio che arrivi direttamente al vostro cuore.

Oltre a voi che vi trovate in questa sala, centinaia e migliaia sono quelli che seguono in altri luoghi. Porgo il mio benvenuto ad ognuno di voi. Sono molto lieto di questa bella occasione che ho di parlarvi, e so che è molto importante.

Quando avevo la vostra età non mi preoccupavo della droga o della pornografia, perché a quel tempo non esistevano. Mi preoccupavo della scuola e di dove mi avrebbe portato. Era il periodo della terribile crisi economica. Mi preoccupavo per la necessità di guadagnarmi da vivere. Andai in missione dopo aver finito l’università. Andai in Inghilterra. Viaggiammo in treno fino a Chicago. Là prendemmo l’autobus per raggiungere l’altra parte della città e proseguire in treno fino a New York dove ci saremmo imbarcati su un vapore diretto nelle Isole Britanniche. Mentre viaggiavamo sull’autobus, una donna chiese al conducente “Che edificio è quello davanti a noi?”. L’uomo rispose:”Signora, quella è la Borsa di Chicago. Ogni settimana qualcuno che ha perduto tutti i suoi soldi si lancia da una di quelle finestre. Non ha più nulla per cui valga la pena di vivere”. Continue Reading »

Una sera ho preso in mano il giornale del mattino, che non avevo ancora letto, e l’ho sfogliato. I miei occhi sono caduti sulla pubblicità dei film proiettati nei cinema, moltissimi dei quali erano un invito ad assistere a  ciò che è perverso, e conduce alla violenza e al sesso illecito.

Mi sono messo a controllare la posta e ho trovato una piccola rivista che riportava i programmi televisivi della settimana successiva.

In essa ho letto dei titoli di spettacoli che puntano nella stessa direzione. Sulla mia scrivania c’era una rivista d’attualità. Quel numero in particolare era dedicato al crimine che è in continuo aumento. Gli articoli della rivista parlavano di ulteriori milioni di dollari spesi per incrementare il numero dei poliziotti in servizio e per avere delle prigioni più grandi.

Il profluvio della lordura pornografica, l’enfasi sfrenata sul sesso e la violenza non sono appannaggio esclusivo del Nord America. La situazione è altrettanto brutta in Europa e in molte altre zone. L’immagine complessiva e corrotta indica una disintegrazione dell’essenza stessa della società. Continue Reading »

“Non viviamo una vita… che ci porterà rimpianto…Non importerà molto quanti soldi avete fatto, il tipo di casa in cui avete vissuto, la macchina che avete guidato o l’entità del vostro conto in banca: nessuna di queste cose lo sarà. Ciò che importerà è la cara donna che ha camminato con voi  al vostro fianco, quale vostra compagna per tutti gli anni della vita e quei bambini, nipoti e pronipoti, la loro fedeltà ed il loro modo di guardare a voi…con rispetto, amore, stima e gentilezza.

Le uniche cose che porterete con voi, alla fine saranno i rapporti familiari…Dio ci benedica nell’essere buoni padri…buoni genitori e buoni mariti per le nostre buone mogli “  (Riunione tenuta a Pleasant Grove. Utah, il 18 genn, 20003).

Siate fedeli e leali

Ad ogni membro della chiesa, ovunque vi troviate, desidero dire:”Siate delle brave persone”. Siate buoni cittadini delle vostre comunità. Siate fedeli e leali. Siate fedeli alla favolosa chiesa della quale siete parte. Ognuno di voi è importante. Ciascuno di voi è un membro di una grande compagnia di Santi degli Ultimi Giorni. Tutti voi siete figli e figlie del nostro Padre Celeste. Ponete la vostra fiducia nel Signore” (Conferenza di Palo via satellite del Giappone, 6 nov. 2004).

Andate alla casa del Signore

“Andate al tempio. Sarete benedetti nel farlo. Ogni uomo o donna che si reca nella casa del Signore esce da quell’edificio molto migliore di quanto fosse prima di entrarvi. La casa del Signore avrà su di voi un effetto raffinatore. Farà crescere in voi l’altruismo. Il tempio plasmerà la rettitudine. Imprimerà in voi l’importanza di fare ciò che dovete fare. Andate alla casa del Signore” (Conferenza di Palo, Provo, Utah, 22 sett. 2002).

Gli attacchi di Satana al libero arbitrio

Riguardo alla vita preterrena il Signore dice: “Satana si ribellò contro di me e cercò di distruggere il libero arbitrio dell’uomo” (Mosè 4:3). Per la sua ribellione Lucifero fu scacciato dal cielo, ma qui sulla terra egli continua ad attaccare il  nostro libero arbitrio. Egli lo fa in molti modi, due dei quali sono:

Disobbedienza “Ecco, qui sta il libero arbitrio, e qui sta la condanna dell’uomo; poiché ciò che era  sin dall’inizio è loro chiaramente manifesto ed essi non accolgono la luce…E quel malvagio viene e toglie la luce e la verità dai figlioli dell’uomo, tramite la disobbedienza” (D&A 93:31, 39).

La disobbedienza danneggia il nostro libero arbitrio in due modi. Primo: quando perdiamo la luce e la verità diventiamo ciechi, e non vediamo le opportunità di fare il bene; Secondo: alcune forme di disobbedienza portano dipendenza; rimaniamo intrappolati in abitudini molto difficili da abbandonare. Potremmo anche ferire gli altri e danneggiare il loro libero arbitrio.

Nessuna responsabilità. Satana ci sussurra: “Mangiate, bevete e state allegri; nondimeno temete Dio-egli giustificherà chi commette un piccolo peccato; e se accadrà che saremo colpevoli, Dio ci colpirà con alcune sferzate e alla fine saremo salvi nel regno di Dio” (2 Nefi 28:8). Alcuni credono erroneamente che dopo aver “confessato il Cristo” ed esser stati “savati per grazia” non importa ciò che facciamo: siamo comunque salvi. Tale dottrina è una subdola manifestazione del continuo inganno di Satana secondo il quale non saremmo responsabili per i peccati, e che per essi non ci sono conseguenze.

Il miracolo del mormonismo

“Quale potere meraviglioso abbiamo, insito nel vangelo del Signore Gesù Cristo, di cambiare la vita delle persone, renderle migliori, accrescere le loro aspettative e permetter loro di puntare al cielo e fare della propria vita qualcosa di positivo. I miracoli accadono quando le persone accettano il Vangelo. Vediamo persone che fanno fatica ad andare avanti nella loro indolenza. Il Vangelo entra nella loro vita e si ravvivano. Accade qualcosa di veramente meraviglioso. Lo chiamo il miracolo del mormonismo, questa meravigliosa trasformazione che accade nella vita delle persone” (Riunione di Boston, Massachusetts 16 ott. 1998).

Chiamati a servire

“Siamo delle persone come tante che il Signore raccoglie, una qui, l’altra là e un’altra ancora più in là, e delle quali  fa un vescovo o un presidente di palo, di missione o di tempio. La cosa meravigliosa e magnifica è che la persona scelta si eleva all’altezza di quel compito grazie all’ispirazione e al potere del Signore” (Riunione tenuta a Richmond, Virginia, 14 nov. 1998).

La grande causa del Signore

“Questa grande causa del Signore sta crescendo in forza, potere e capacità su tutta la terra. Io e voi ne facciamo parte. Avete un grande compito nell’ambito del vostro incarico come io ce l’ho nell’ambito del mio incarico. Nessuno di voi può permettersi di mollare. Tutti noi dobbiamo alzarci e dichiarare la verità, dobbiamo camminare in fede e lealtà; fare il bene; aiutare gli altri e portare gloria alla grande causa del Signore Gesù Cristo in questi ultimi giorni” (Serata al caminetto tenuta a Sydney, Australia, 14 maggio 1997).

Affidate ad ogni convertito un compito da svolgere

“Ogni convertito che entra in questa chiesa deve ricevere subito un compito da svolgere. Può essere una cosa da poco, a sarà importante per lui…Non riesco a capire perché ai convertiti non si affidano maggiori responsabilità subito dopo il loro ingresso nella chiesa. C’è la tendenza a dire: ‘Non conoscono abbastanza la chiesa’. Ebbene, corriamo questo rischio. Pensate al rischio che il Signore ha preso nei vostri confronti. Date loro una cosa da fare, anche se piccola, una determinata  cosa che li aiuterà a progredire. La testimonianza è come un braccio: se si esercita si sviluppa; se si ingessa, i muscoli si atrofizzano e si indeboliscono sino a diventare inutilizzabili. Non si possono far progredire le persone in questa chiesa se non si affidano loro dei compiti”. (Conf. Reg. BYU, Provo, Utah, 10 febbr,. 1996).

L’osservanza della domenica

“Non è necessario che i membri della chiesa profanino la domenica effettuando acquisti in questo giorno. Questo giorno non ci è dato per fare la spesa…Non perderete nulla facendo la spesa in altri giorni anziché la domenica. Lasciate che questo sia invece un giorno di meditazione, un giorno dedicato alla lettura delle Scritture, alla conversazione con i vostri familiari e all’attenzione alle cose di Dio. Se lo farete sarete benedetti”. (Confer. Gen. South Jordan, Utah, 2 marzo 1997).

La laicizzazione della società

“La mia più grande preoccupazione, il mio più grande desiderio è che preserviamo per le generazioni a venire i meravigliosi elementi della nostra società e sistema di vita, che trasmetteranno loro i benefici e i doni di cui noi siamo stati i beneficiari.

Ma mi preoccupo alla vista di alcuni sintomi della malattia di cui ho parlato. Credo che un fattore più importante nel decadimento che osserviamo attorno a noi sia il risultato del nostro allontanamento  dal Dio che i nostri padri conoscevano, amavano, adoravano e al Quale si rivolgevano per avere forza. Sta avendo luogo una ben evidente laicizzazione. Le sue conseguenze sono il deterioramento della vita familiare, l’indebolimento dell’ autodisciplina, la derisione del concetto di responsabilità verso l’Onnipotente e un’arroganza inammissibile in qualunque popolo che sia stato così riccamente beneficato da una generosa provvidenza quanto lo siamo stati noi” (Servizio comunitario per il centenario della creazione dello stato dello Utah, Provo, 4 ago. 1996).

Aggiungi a ciò che c’è di buono nel mondo

“Noi crediamo che siamo tutti figli e figlie di Dio, nati con un retaggio divino, crediamo che ci sia del bene in ognuno di noi e che dovremmo coltivarlo, nutrirlo, renderlo evidente e agigungerlo al bene comune dell’umanità” (Intervista Boston Globe 14 ago. 2000).

Apprezzate le differenti culture

“Il malinteso è il risultato di ignoranza e diffidenza. Quando impariamo a conoscere impariamo anche ad apprezzare” (Note National Press club, 8 marzo 2000).

Speranza

Le persone non sono prive di speranza. Ognuno dovrebbe riconoscere che in molte circostanze difficili c’è un elemento di speranza, che si può rimediare a ciò che è stato fatto, si può fare meglio, si può tornare indietro e comportandosi in questo modo si può migliorare e aumentare la propria felicità” (Intervista con la stampa riguardante Standing for something, 11 febbr. 2000).

Siate degni delle sue benedizioni

“Pregate ogni mattina e ogni sera…Non lasciate entrare nella vostra vita alcuna cosa che possa diminuire il vostro desiderio di pregare. Parlate col vostro Padre celeste, parlateGli con amore, esprimete la vostra gratitudine per le Sue benedizioni. ChiedeteGli le cose che vi stanno a cuore ed Egli vi ascolterà e risponderà alle vostre preghiere, aprirà la strada dinnanzi a voi se Lo supplicate e vivete degni di ricevere le Sue  benedizioni” (Riunione Pago Pago, Samoa americane, 17 giu.2000)

Una promessa ai simpatizzanti

“Vorrei dare il benvenuto ad ogni uomo, donna e bambino che non è membro di questa Chiesa e spronarlo a proseguire le sue ricerche. Tenete la mente aperta. Ascoltate ciò che i missionari vi insegnano. Inginocchiatevi e pregate il Signore e chiedeteGli se tutto questo è vero. Io vi prometto che se lo farete con umiltà e fede, per il potere dello Spirito Santo voi conoscerete la veridicità di quest’opera, e proverete una felicità mai conosciuta prima in tutta la vostra vita. Dio vi benedica, cari amici che non siete di questa fede. Possano la luce, il potere e la comprensione aleggiare su di voi e portare la verità nelle vostre case” (Riunione tenuta a Schenectady, New York, 17 ott. 1998).

L’annuncio della morte del Presidente Hinckley ha dapprima, lasciato i santi italiani addolorati, rattristati, la magior parte di loro aveva un gran desiderio di esprimere i propri sentimenti e molti di essi lo hanno fatto in Internet rivolgendosi agli amici  dei gruppi “Santi in riunione” o “Adulti non sposati”.

Dario ha commentato così la notizia:”…non pensavo avrei reagito come ho fatto al ricevimento della notizia, mi sono commosso e qualche lacrima ha rigato il mio viso…”.

Flavia da Verona ha unito il suo cordoglio a quello di Dario:

“Quando la mia mamma me lo ha detto (l’ha saputo in direttissima dal suo vescovo) ne sono stata addolorata, in quanto per il mondo è una grossa perdita e poi ho amato moltissimo questo profeta, forse perché l’ho visto e conosciuto più intensamente di altri che lo hanno preceduto quando ero più piccola, e poi legata a lui c’è una componente molto importante della mia testimonianza personale…Accanto al dolore umano c’è però la consolazione che ora lui ha ritrovato sua moglie, la cui perdita terrena l’aveva addolorato profondamente, ed è insieme con tanti suoi “colleghi” e predecessori e con tante persone giuste…Grazie presidente Hinckley, che Tu possa riposare di là e vivere Felice per sempre…”.

Il presidente Hinckley mi mancherà, il suo ottimismo, la sua forza, il suo umorismo e la grande impronta che ha lasciato nella storia della chiesa lo pongono tra i più grandi”. Dice Roberto Zaupa del rione di Genova.

Alcuni di essi come Elena, hanno dato il loro tributo al profeta ricordando la sua personalità dolce e gentile,così tanto da attirargli l’affetto delle persone che lo conoscevano. Lei lo chiama:”…il nostro caro amabile vecchio profeta, mi piacevano le sue battute umoristiche,il suo amore per tutti e la sua disponibilità…”.

Altre voci si sono unite a queste, tutte ansiose di dare il loro contributo di gratitudine e amore ad un uomo che è stato alla loro guida per ben diciassette anni.

Anche alcuni fratelli residenti in America come Max D’Ambrosio  o in Canada come Alberto De Feo hanno desiderato esprimere i loro sentimenti:” secondo il mio modesto parere il più grande presidente che la chiesa abbia avuto fino ad oggi…Sicuramente quello che ha contribuito maggiormente a portare la chiesa da “setta” a religione rispettata in tutto il mondo”.

Questo è stato il tributo al Presidente Hinckley che noi, santi italiani abbiamo voluto offrirgli: in questi anni in cui è stato a capo della “nostra chiesa” siamo cresciuti con lui,i nostri ricordi sono legati ai suoi discorsi, agli obiettivi che ci aveva proposto. Il presidente Hinckley ci ha dato tanto. Grazie.

Un amica mi ha riferito in internet questa storia molto commovente di un’amicizia fra Norman Rothman e il Presidente Hinckley.

Norman aveva, tempo fa, fatto una promessa agli amici e alla famiglia: non sarebbe morto fino a quando non fosse morto il Presidente Hinckley, suo caro amico.

I due si conoscevano da più di trent’anni. Si erano incontrati per la prima volta a New York quando Norman era  un ragazzo ebreo e non conosceva il mormonismo.

La conversione era avvenuta in seguito.

La moglie Annette dice che fra i due c’era un legame molto forte. Rothman dopo la conversione si era trasferito a Salt Lake City, ed attualmente frequentava la stessa cappella del Presidente Hinckley al Joseph Smith Building.

Tre settimane fa Norman cadde e battè il capo entrando in coma. Il presidente Hinckley

Poi la domenica sera Annette sentì la notizia che il presidente Hinckley era morto e lo disse a Norman.

“Amore…devo dirti una cosa. Il Presidente Hinckley è morto alle sette, stasera. Adesso puoi andare”.

Le lacrime scorsero sulla faccia dell’uomo, in tre settimane era l’unico segno di coscienza: Norman aveva capito.

Erano le otto e quindici e Norman morì da lì a pochi minuti.

Annette dice:”sappiamo come famiglia che fu il Presidente Hinckley che venne, lo sollevò e gli disse ‘andiamo’”.

Questa è una poesia scritta dal Presidente Hinckley, che, musicata è stata cantata al suo funerale.

Cos’è questa cosa che chiamano morte?

Cos’è questa cosa che chiamano morte

Un calmo trascorrer nella notte?

Non alla fine essa ci conduce,

ma a mondi migliori, a una più intensa luce.

O Dio, tocca il mio cuore dolente,

e calma i terrori della mia mente.

Speranza e fede trascendente e pura

Dian forza e pace dolce e duratura.

No, non c’è morte, ma sol cambiamento,

la ricompensa di cui traiam vanto

Il dono di colui che amò tutti noi

Il Figlio di Dio, l’Unigenito, il Santo.

Gordon B. Hinckley è stato, sino al mese scorso, un capo religioso americano che ha servito come quindicesimo presidente della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni dal 12 marzo 1995 fino alla sua morte.

Come presidente della Chiesa fu considerato dai suoi membri profeta, veggente e rivelatore. Durante la sua presidenza fu contrassegnata dalla costruzione di nuovi templi, dal Proclama sulla famiglia e dall’istituzione del Fondo di Istruzione Perpetua.

Come presidente della Chiesa Gordon B. Hinckley fu a capo del Comitato per l’Istruzione che governa il Sistema Educativo della Chiesa.

Il Presidente Hinckley era nato a Salt Lake City, Utah da Bryant S. Hinckley un eminente scrittore ed educatore mormone e da  Ada Bitner Hinckley. Nel 1928 finì le scuole superiori e frequentò l’università di Utah sino alla laurea. Dal 1933 al 1935 svolse una missione per la chiesa S.U.G, in Inghilterra.

Al suo ritorno negli Stati Uniti il suo Presidente di Missione Joseph F. Merrill gli affidò l’incarico di entrare in contatto con la Prima Presidenza della Chiesa e chiedere che si mettessero a disposizione dei missionari dei materiali di propaganda migliori.

Come risultato di questa riunione il Presidente Hinckley fu impiegato come segretario esecutivo del Comitato  della Chiesa incaricato di creare trasmissioni Radio, opuscoli missionari e pubblicità radiofonica per la Chiesa (al college aveva seguito dei corsi di giornalismo).

Dopo la seconda guerra mondiale lavorò come segretario esecutivo per il Comitato Missionario della chiesa e si occupò anche dei rapporti tra la Deseret Book (società editoriale) e la chiesa.

Negli anni cinquanta fece parte di un comitato che prendeva in considerazione il fatto di dover presentare ai santi europei, in più lingue le ordinanze del tempio al Tempio Svizzero, i suoi studi di giornalismo e pubbliche relazioni gli furono utilissimi.

Il 29 aprile 1937 Gordon B. Hinckley sposò Majorie Pay nel tempio di Salt Lake City.  Rimasero insieme per 67 anni, sino alla morte di lei, il 6 aprile 2004. Hanno avuto cinque figli, fra cui Richard J. Hinckley attualmente membro del Primo Quorum dei Settanta e Virginia Hinckley Pierce membro della presidenza generale delle Giovani Donne.

Nel 1958 Hinckley divenne un’autorità generale  della Chiesa come Assistente al Quorum dei Dodici Apostoli. Nel 1961 divenne parte del Quorum dei Dodici Apostoli.

Il 23 luglio 1981 Hinckley fu chiamato come secondo consigliere della Prima Presidenza, con il Presidente Spencer W. Kimball.

Alla morte del Presidente Kimball nel novembre 1985, divenne Ezra Taft Benson divenne presidente della Chiesa, Hinckley fu chiamato primo consigliere e Monson secondo consigliere.

Entrambi restarono nel consiglio della Prima Presidenza anche quando, morto Ezra Taft Benson gli successe Howard W. Hunter. In quel periodo divenne Presidente del Quorum dei Dodici essendo il più anziano di appartenenza.

Alla morte del Pres. Hunter, Hinckley gli successe alla presidenza della chiesa: aveva ottantaquattro anni.

Nel 1995, l’anno in cui fu chiamato alla Presidenza c’erano, in tutta la chiesa, 47 templi in azione, al tempo della sua morte ce  n’erano 124 e 14 in fase di costruzione.

Nel frattempo Hinckley si è occupato anche di altri progetti edili, come la costruzione del Centro Conferenze e il restauro del Tabernacolo.

Il 23 settembre 1995 Hinckley emise il proclama, preparato dai membri del Quorumdei Dodici e dalla Prima Presidenza, in merito alla famiglia, in cui di fronte a un mondo che nega i valori familiari  tradizionali, il profeta ribadisce la santità del matrimonio e il diritto che hanno  i figli di nascere da genitori che li amino e si amino.

Il 31 marzo 2001 durante la Conferenza Generale il presidente annunciò l’istituzione di un fondo per gli studi a favore dei giovani missionari ritornati e no, che vivono nel terzo mondo.

Il 24 gennaio 2006 si sottopose per la prima volta ad un’operazione chirurgica per rimuovere un tumore all’intestino.

Nel marzo 2007 Hinckley ridedicò il Tabernacolo di Salt Lake City che era stato restaurato.

Durante il suo periodo come presidente ha pronunciato più di duemila discorsi e ha viaggiato in tutto il mondo per inaugurare cappelle e templi.

Il Presidente Hinckley ha ricevuto premi  come  il Presidential Medal of Freedom che gli è stata consegnata alla Casa Bianca dal Presidente Bush, Il Silver Buffalo dei Boy Scouts d’America, ed altri riconoscimenti non meno importanti.

Il 27 gennaio 2008 alle sette di sera il Presidente Hinckley è passato a miglior vita, circondato dai suoi cari nel suo appartamento di Salt Lake City. E’ stato sepolto accanto alla sua amata Majorie, morta tre anni fa.